Cristo, la proiezione simbolica del Creatore.

Ieri sera sono stato raggiunto da un messaggio “natalizio”; riguardava la figura del Cristo e del Creatore, dal punto di vista della chiave di lettura simbolica. Il messaggio era per questo blog, non per me. Ho fatto del mio meglio nel tentare di tradurne il senso in italiano.

l’energia, la frequenza, la vibrazione “inchioda”. Frena, rallenta al punto tale di generare quella densità, a cui diamo il nome improprio di “materialità” in cui momentaneamente ci troviamo. L’energia, la frequenza originaria, che l’ha creata perde gran parte del suo potere di trasmettere le informazioni all’interno di essa, a causa della distanza di frequenza. Una delle poche possibilità che ci rimangono per percepire le informazioni che la frequenza originaria, creatrice del sogno, aveva all’esterno della nostra attuale dimensione sono quelle manifestazioni energetiche che noi chiamiamo “simboli“. Così come un essere che fosse della stessa sostanza del creatore, non potrebbe entrare in una densità così bassa se non vestendosi di un opportuno “scafandro”, un corpo che compia, per suo conto, lo sporco lavoro di sopportare il devastante effetto del tempo, che l’anima non potrebbe accettare, capire, subire; così l’informazione, la memoria, ciò che a volte chiamiamo “verità”, non può comunicare direttamente, esplicitamente, ma si lascia trasportare a destinazione da indefessi portatori simbolici.Fiore della vita

Quando guardiamo un fiore della vita sappiamo della sua frequenza, anche chiudendo gli occhi, cosi come se vediamo una croce, lo sguardo si interrompe, la volontà riceve l’ordine, sia essa di Horus o copiata dai mantelli degli Annunaki, dei cavalieri templari o di S. Andrea o un divieto di transito; il nostro essere sa di trovarsi difronte ad un simbolo.

La Coscienza che riesce ad attraversare la parete frequenziale, trasportata da un simbolo, si diffonde all’interno della densità come un seme, che innesca una lenta e faticosa creazione. la stessa sapienza è consapevole che all’esterno della densità, per ottenere il medesimo risultato, basterebbe anche solo una distratta intenzione… un battito di ciglia.

Ma ciò che la coscienza sa bene, è che tutto ciò che si riesce a creare all’interno di una bassa densità, all’esterno si riperquote con una potenza ed una chiarezza eccezionali, incontenibili. Ed è anche molto difficile da modificare, o meglio, per modificarlo, bisogna avere altrettanto coraggio di andare all’interno di una bassa densità, assoggettarsi alle sue regole, dimenticarsi tutto, addormentarsi, risvergliarsi, ribellarsi alle sue regole e – faticosamente – finalmente creare.

Ovviamente non c’è assenza di coscienza nelle basse densità, non c’è assenza di luce nell’oscurità, c’è solo dimenticanza, separazione, paura.

La frequenza del creatore non dimentica se stessa, si fa simbolo, trascina all’interno la propria frequenza, si fa Cristo, si fa Buddha.

Si è separata per sperimentare, per inseminare; amorevolmente; aspetta e risveglia se stessa, dopo esser penetrata nella densità, esplosa in infinite scintille che si addormentano, si separano, sperimentano ed infine si risvegliano e, finalmente, creano.

La scintilla, quando la propria esperienza è matura e si risveglia, riscopre se stessa per un principio di affinità naturale, vibrazionale: si specchia nella Coscienza Cristica, nel Buddha, nelle grandi manifestazioni di sé, l’unico vero grande maestro: e si scopre Creatore.

Cioè riconosce il simbolo che rappresenta, in bassa frequenza, la proiezione di sé stesso all’esterno della bassa densita; la morte si fa da parte, quando il creatore comprende la sua eternità, la frusta si stanca difronte alla schiena che non può provare dolore, le minacce zittiscono quando la mente non sente paura. Il nemico scompare, il “male” evolve quando viene perdonato ed amato, perchè la coscienza conoce solo amore.

Non ha natale chi è eterno, non c’è resurrezione per chi non conosce la morte, non ha ne debiti, peccati ne karma, chi è venuto per amore.

La Coscienza della bassa densità ricorda l’amore,  scopre di non essere mai stata separata e si trasforma, trascinando con sé nella sua trasformazione, tutto l’universo.

Così è.

Ci sentiamo ogni mattina, alle dieci!