Creazione della realtà: tutti siamo uno

creazione della realtà

E’ giunto il momento di impegnarsi a fondo nella creazione della realtà ; insieme.Oggi, 24 maggio 2017, il giorno in cui molte tradizioni annunciano l’apertura della frequenza che consente di percepire l'”uno“, la cosiddetta “nona onda” prendiamo questa data come pretesto per affrontare l’argomento della creazione della realtà in senso unitario.

Perché è nato e a cosa serve allediecidellamattina?

Chi ha avuto modo di leggere anche parte di questo Blog, forse ha intuito che uno dei suoi scopi non così reconditi, in effetti, è quello di far uscire la conoscenza delle forme pensiero e delle egregore, dal segreto e dall’oscurità, in cui sono state tenute per secoli. Non perchè siano oscure di per se, ma perchè la loro conoscenza è stata a lungo segretata da chi le ha usate per scopi non troppo luminosi, diciamo così.

Si perché, in fondo, se abbiamo capito come funzionano, ma soprattutto se abbiamo seguito il filo del discorso, dovremmo finalmente essere giunti alla conclusione che:

Forma Pensiero = Risultato dell’Immaginazione creativa

Proprio così: passando per le tortuose strade dei simbolismi a cui sono così affezionati i frequentatori delle società segrete e, più in generale, i frequentatori delle basse frequenze, questo segreto custodito gelosamente altro non è che punto di partenza per la creazione della realtà, a mezzo dell’immaginazione, nel mondo fisico.

Scusate se è poco….

Oramai dovrebbero essere chiari sia il “Danno”, che la “Beffa” di tutto questo “segreto”:

Il Danno: inconsapevoli della nostra capacità creativa, la medesima è stata pilotata per modellare un mondo, basato su un sistema di controllo e sfruttamento a totale danno della umanità. La nostra impreparazione in ambito emozionale ed energetico è tale che basta educarci alla guerra con dei giochi virtuali e noi provvederemo ad inventarla. Basta farci visualizzare l’apocalisse in un film al cinema e prontamente creeremo le condizioni perché avvenga. Basta farci ridere con la legge di Murphy, che puntualmente ogni sventura si abbatterà su di noi….

La Beffa: la forma pensiero e l’egregora, nella conoscenza corrente, sono associate agli ambiti iniziatici e delle società segrete, ambiti oscuri, generalmente. Magari ci interessa leggerne, ma siamo abituati a prenderle con le pinze, belle lunghe…. Per quanto sia OVVIO il motivo per cui ci sono state tenute nascoste, il timore è persistente.

Ora, spero mi perdonerete, dovrò fare alcune premesse velocissime, ognuna delle quali meriterebbe un libro di approfondimento. Ma dobbiamo arrivare al dunque.

Lingua

La lingua, come il denaro come il sesso, come internet, ad esempio, sono quei doppioni, alcuni di quei succedanei della realtà che costituiscono la Matrix. Il denaro sostituisce l’energia, il sesso l’amore e la lingua ed internet la comunicazione di tipo empatico.

La lingua è una trovata geniale da tanti punti di vista poiché provvede ad assolvere una infinità di compiti:

sumero lingua

Tanto per cominciare divide e crea attaccamento. Lingue diverse identificano culture diverse, addirittura spingono a renderci poco aperti a ciò che proviene dal diverso, pensiamo al fortissimo attaccamento che creano i dialetti.

Un senso di appartenenza che siamo propensi ad accettare come “sano”, come se “appartenere” potesse assumere una connotazione utile o positiva in qualche contesto…..

La lingua permette di mentire, la comunicazione empatica a qualsiasi livello no! Non solo, permette anche di commettere l’ingiustizia, tanto la mia parola, vale come la tua. Devi dimostrarlo di aver ragione, devi diventare il più abile nella gestione della menzogna, per far valere i tuoi diritti. La lingua è la spada brandita dal bugiardo, il vagone del treno su cui viaggia ogni sorta di dolore psicologico.

La lingua istituisce un sistema di regole per essere gestita. Chi meglio conosce ed applica le regole viene premiato, chi vuole eccellere diventa uno studioso ed uno scopritore di regole. Capelli spaccati in quattro, e poi ancora in quattro, e poi ancora…. Energie di esseri che, per loro indole, desiderano comunicare, disperse in vite inutilmente trascorse ad imparare ed applicare regole, un pozzo senza fondo di inutili regole…..

La lingua fa usare l’emisfero sbagliato del nostro cervello, ci costringe a relazionarci attraverso la logica. Nulla di tutto ciò che di tragico avviene attraverso la lingua avverrebbe attraverso la comunicazione di tipo empatico. Ma una cosa la lingua non toglie; e qui sta il trucco: la lingua innesca il pensiero, certo fa un percorso più lungo della pura immaginazione, ma lo innesca ugualmente. E il pensiero, con la sua forma innesca la creazione della realtà.

La lingua parla alla mente. Le parla attraverso la semantica, di segno positivo. Vale a dire: siccome la nostra mente non è progettata per la lingua e nemmeno per i concetti negativi, è solo adattata, ad ogni parola attribuisce un valore, un “colore”, una grandezza un campo di significati simbolici, così da renderle le parole traducibili dalla mente.

Se due persone comunicassero mentalmente il desiderio di stare da sole, ad esempio, la comunicazione verrebbe recepita senza variazioni di significato. Se, invece, faccio in modo di attribuire al termine “solitudine” un campo semantico negativo e un amico mi dice che ha bisogno di stare da solo, immaginerò che gli sia successo qualcosa di brutto, di triste. Gli proietterò addosso una piccola forma pensiero triste (visto che sono un buon amico!) e così lui sarà certamente triste.

La mente

La razza umana ha una mente. Una sola. Ogni razza ha una sola mente.

Questa consapevolezza è fondamentale. La misconoscenza di questo principio è l’”arma” che ha chi chiunque voglia controllare l’umanità; ma è anche è l’arma che non sappiamo di avere per liberarci. Ogni razza ha una, sola mente. Pensare di avere una mente ciascuno è il principio di base della separazione.

Se per l’inganno della lingua sono stati necessari quasi 50.000 anni, per farcela entrare nella zucca, per convincere gli esseri umani di essere “divisi” (un entità = una mente), ne sono serviti solo 25.000. Ma si è cominciato un po’ prima.

La matrice della divisione è indotta a mezzo della paura, quindi con la struttura religiosa e/o gerarchica, è stato più rapido inserire il privilegio, l’invidia, il dovere, l’obbedienza;  e con la violenza pura, fisica, bellica ogni altra divisione si crea spontaneamente.

Il dominato, lo schiavo si sente solo e spaventato; il Padrone sa bene che basta parlare ad una sola mente, per avere il controllo su tutti gli schiavi. L’importante è che questo sapere rimanga segreto.

L’energia

Non è possibile, adesso, comprendere quanto l’energia sia alla base di tutto questo. E non ne abbiamo nemmeno il tempo.

Ma un esempio lo possiamo fare: se sei nato vedendo in bianco e nero, non puoi immaginare il colore. Fino a che non lo avrai visto con i tuoi occhi.

Il ponte di passaggio fra diverse dimensioni è ancora perso nella nebbia. Ma credo che una percezione istintiva del fatto che la creazione di una forma pensiero sia un fatto di tipo energetico, sia naturalmente presente in molti di noi.

La consapevolezza è una forma di energia, le persone consapevoli hanno una quantità di una “certa” energia molto superiore rispetto a quelle dormienti. E una maggiore responsabilità sui pensieri che emettono.

Questa quantità di energia, ha un ruolo affatto indifferente nell’influenzare la mente collettiva (mente e basta, ma uso “collettiva” per facilitare l’assimilazione del concetto)

La mente, infatti, non ascolta allo stesso modo, tutte le forme pensiero che le arrivano, ma è costretta a prendere in seria considerazione quelle uguali e contemporanee.

Vale a dire, se sono in migliaia che pensano la stessa cosa nello stesso momento, deve essere qualcosa di importante! Ed è costretta altresì ad ascoltare quelle che provengono da entità molto consapevoli, perchè usano una quantità di energia, molto più elevata.

Se molte entità molto consapevoli creano la stessa forma pensiero nello stesso momento, la mente spalanca bene le orecchie.

Non in un modo poi tanto diverso funziona l’universo, lo scopriamo ogni giorno. Siamo ascoltati continuamente per essere esauditi. Il segreto sta nel fare le domande nel modo giusto…

L’immaginazione Creativa

Molti di noi già sanno che non esiste il condizionale nella nostra vita energetica.

L’energia è disponibile, aspetta di essere usata da noi, ma senza esitazioni: o è o non è. Se, forse, speriamo, non esistono in ambito energetico.

Sappiamo bene come crea la nostra mente, ad esempio, quando fantastichiamo. Per qualche istante, stiamo vivendo una situazione, non speriamo, la viviamo a tutti gli effetti. A volte capita di essere strappati da terra da una fantasticheria….

Allo stesso modo funziona l’immaginazione creativa. Vi è mai capitato di provare una forte soddisfazione per qualcosa di difficile che abbiamo realizzato? Oggi ho mangiato perfettamente, sono stata/o bravissima/o, mi sento proprio bene!

Quando decidiamo di creare qualcosa, essa si manifesta come già creata, non se ci proviamo solamente. Se lo facciamo e ne siamo già soddisfatti, felici, l’energia scorre a fiumi nella nostra creazione della realtà.

Veniamo al dunque.

Qual è la prima egregora su cui poggiano le fondamenta della Matrix, nel nostro caso, ma più in generale dell’universo materiale?

La separazione, il bene ed il male, la luce e l’oscurità. In parole povere: la dualità, il gioco del Demiurgo.

Per cominciare a smantellare dalla radice la matrix che tiene schiava l’umanità è necessario invertire la polarità da divisione ad unità e il primo passo è quello di riappropriarci della nostra mente.

La nostra proposta di creazione della realtà è la seguente:

TUTTI E’ UNO

Sebbene grammaticalmente scorretto, è semanticamente in discesa verso UNO; se scrivessimo “tutti” “siamo” uno, i primi due vocaboli avrebbero campi semantici che richiamano la separazione ed orienterebbero l’immaginazione verso una china diversa.

Ad ognuno poi spetta il compito di trasformare nella propria mente, nel proprio cuore, la parola TUTTI il verbo essere (che non dimentichiamo, “E’” dal principio…) ed il concetto di UNO. (In ultima istanza, se qualcuno fosse così legato alla grammatica da non riuscirci, meglio farlo male, che non farlo…..)

IO SONO

Non credo ci sia bisogno di spiegare la valenza di questa affermazione….

UNO CON TUTTO (CIO’ CHE E’)

Nonostante mesi di tentativi e di meditazione, non siamo riusciti a verificare se ci sono reali differenze tra il pensare o meno ciò che si trova in parentesi, dal momento che si tratta di una definizione che ha fondamentalmente una valenza semantica soggettiva, variabile da persona a persona.

Molti dei concetti che abbiamo espresso rapidamente in questo post, ci ripromettiamo di approfondirli in futuro, per il momento questo vuole essere il nostro dono, il nostro contributo. Questo è ciò che conosciamo e desideriamo regalare: ogni mattina, la pagina, ricorderà, per chi lo desidera, di fermarsi un minuto, alle dieci, a visualizzare insieme:

TUTTI E’ UNO

IO SONO

UNO CON TUTTO (CIO’ CHE E’)

Naturalmente, se sentite che possa esserVi utile, invitate chi, secondo Voi è in possesso di una consapevolezza tale da poterci aiutare.

Ci vediamo alle dieci, della mattina