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Le Forme Pensiero dell’Apprendista Creatore

Le Forme Pensiero dell’Apprendista Creatore

Le Forme Pensiero dell’Apprendista Creatore

Proseguendo il discorso con cui le forme pensiero sono uno degli attori, messi in campo dalla mente, che concorrono alla  creazione della realtà, proviamo per un momento tra il serio ed il faceto, a prenderci la responsabilità della “nostra” Creazione.

Mettiamo a nudo, in pubblica piazza (la nostra mente) alcune egregore e altrettante nuvole di forme pensiero che siamo stati indotti a creare per ammanettarci nella matrice con le nostre stesse mani.

“Vuoi crescere? Devi avere paura!”

Qual è la più grande vittoria per un neonato? Esiste un momento in cui ognuno di noi si è sentito fortissimo, invincibile orgoglioso: quando abbiamo fatto i nostri primi passi! Un anno intero di tentativi, di esercizi, cadute e finalmente, siamo in piedi! Vittoria! Perdipiù, quando ci riusciamo tutti sono profondamente orgogliosi e felici del nostro risultato…

E quale, invece, il momento più frustrante? Beh, dopo aver fatto pochi passi, arriva inevitabilmente la frase: “attento che cadi!”

Ma come? Dopo tutta questa fatica? Mi hai battuto le mani, mi hai abbracciato perché eri felice e adesso mi dici che questa mia conquista ti fa paura?

Durante tutta l’infanzia di un bambino, la sua mente viene circondata da forme pensiero di apprensione e paura, la paura è la compagna di ogni tua conquista. Fai pure passi avanti, ma sii certo di doverne avere paura! Queste forme pensiero non si avvicinerebbero neanche, se il bambino non venisse portato sulla frequenza della paura, da… i suoi genitori…

E’ naturale che a queste condizioni, il prima possibile, mi ritaglierò un posticino comodo e sicuro da qualche parte, dove non debba morire di paura, dove non evolva, pazienza, ma mica posso vivere nell’apprensione tutta la vita… un bel “Posto Fisso”.

L’ansia e il panico saranno li ad attenderti ogniqualvolta il tuo inconscio decide che è giunto il momento di fare qualche cambiamento.

“Devi trovarti un lavoro, mettere su famiglia e fare dei figli, altrimenti non sei maturo/realizzato”

D’altronde il mestiere di genitore non è semplice, dici facile tu, ma mettiti nei nostri panni. E se il bambino si fa male mentre sono distratto perché sto seguendo la mia serie tv preferita? O mentre sono alla playstation? Ho lavorato duro tutto il giorno, sai? Ho bisogno di rilassarmi.

Tutti sono destinati ad essere genitori? Pochissimi sono destinati ad essere genitori. Una specie, una razza, non ha bisogno di un gran numero di genitori; ad essere proprio precisi, non ha bisogno di un gran numero di individui se questi non possono essere consapevoli a sufficienza. Per una infinità di ragioni. La più importante delle quali è che più è elevato il numero di individui, maggiore è il rischio per il pianeta che abiti e minore è la velocità di evoluzione spirituale delle anime che ne fanno parte.

La realizzazione, il raggiungimento della “maturità”, li misuriamo in base alla quantità di stereotipi sociali siamo in grado di incarnare, raggiungere, ambire. Educati alla paura, al panico di essere giudicati o di non riuscire è un compito piuttosto semplice mettere a tacere uno spirito libero, dandogli dell’immaturo o del fallito. O no?

Crescete e moltiplicatevi

Ma come? La mia religione mi dice che non c’è niente di più importante di mettere al mondo figli; lo diceva anche il Duce se è per questo, anche i proprietari dei campi di cotone negli stati confederati davano lo stesso suggerimento ai loro schiavi, anche Hitler…

Jahvé, che era uno preciso nei suoi affari, lascia traccia e anche stima di questo business:

  • “per un maschio dai venti ai sessant’anni, cinquanta sicli d’argento, secondo il siclo del santuario;
    invece per una donna, la tua stima sarà di trenta sicli.
  • Dai cinque ai venti anni, la tua stima sarà di venti sicli per un maschio e di dieci sicli per una femmina.
  • Da un mese a cinque anni, la tua stima sarà di cinque sicli d’argento per un maschio e di tre sicli d’argento per una femmina.
  • Dai sessant’anni in su, la tua stima sarà di quindici sicli per un maschio e di dieci sicli per una femmina.

Levitico  27,1

Perché più siamo, più si muovono gli affari del nostro padrone. Inoltre, come già accennato, l’entropia riduce la velocità di evoluzione in modo drastico.

“Gioca ed educati a cosa è normale, quello che è strano deridilo ed emarginalo.”

Ma allora mi crolla il mondo addosso… Tutti quegli anni trascorsi a giocare alla mamma, con le mie bambole, a spignattare dentro una cucina di plastica, a mettere e togliere vestiti a bambole che avevano un aspetto da vere “donne di successo”? A sognare un bel vestito bianco come le principesse dei cartoni animati, tutti quei fucili, carri armati soldatini, simulatori di volo… Ho sprecato tutta l’infanzia? Ho dedicato anni a creare un futuro che era sbagliato?

Ma no, il tuo padrone è certamente orgoglioso di te!

Magari eri una artista, un musicista, un naturalista, avresti voluto allevare insetti e scoprire i loro più reconditi comportamenti, ma non potevi farti vedere “strano”, no? Ti avrebbero deriso ed emarginato. E poi, non perdere tempo con quel violino, devi mettere su famiglia! Ti serve un lavoro vero, “concreto”.

E se lei mi lascia, mi crollerà tutto questo mondo addosso? Beh, puoi sempre commettere un femminicidio…

Ma come posso essere sicura di essere sulla strada giusta? Di essere normale?

forme pensiero scuola obbedienza

“Individua il tuo superiore ed obbedisci, palmam qui meruit ferat.”

Tranquilla, c’è la scuola.

Ah, quella dove devo imparare..

Beh imparare… si, più o meno.. Dove devi obbedire, prima di tutto.

Abbiamo pensato ad un metodo infallibile: più sei obbediente, ferma, paziente ed educata, più ti premiamo. Per imparare non devi creare nulla, ti basterà ripetere, ripetere e se ripeterai alla perfezione, senza ribellarti avrai un posto in alto nella gerarchia del voto e del riconoscimento sociale, una volta che entrerai nel “Mondo del Lavoro”! Potrai addirittura scriverlo sul biglietto da visita e ti regaleranno un rolex il giorno della laurea.

Ma se imparo tante cose, poi, un giorno, non potrei ribellarmi?

Ma no, il sistema è testato. Invece della conoscenza, ti verranno fornite delle scatole chiuse, quando le aprirai scoprirai che è impossibile svuotarle tutte, più ne tiri fuori più ne trovi da scavare; puoi trascorrere una intera esistenza a cercare di vedere cosa c’è sul fondo della scatola senza mai arrivarci.

“In classifica conta solo il primo, vae victis!”

Certo, con uno sguardo d’insieme non ci vorrebbe molto a capire che sono le scatole ad essere sbagliate, con un colpo d’occhio, ma quello che conta è che tu ti dimostri più bravo e veloce degli altri, non avrai il tempo di dare un “colpo d’occhio”. Non vorrai mica farti passare davanti qualcun altro.

Al tuo avversario e a te interessa la stessa cosa: quanto sei disposto a lottare per essere tu a raggiungerla?

Competizione, non condivisione, è sempre stato così. Sei forse uno di quei figli dei fiori?

“Divide et impera”

Se condividi ti fregano! Non ti fidare, se ti danno una informazione è per trarti in inganno e batterti. Guardati le spalle piuttosto, tieniti tutto per te, ricordati che hai messo al mondo dei figli e che devi provvedere al loro futuro, pensa a te, alla tua famiglia, alla tua nazione, alla tua specie…. non essere sciocco…

Cosi, per gioco, mi piace riflettere su chi è il responsabile di come vanno le cose nel nostro mondo; magari non l’ideatore, ma il responsabile è quasi sempre l’uomo. E’ il momento di rimboccarci le maniche.

Ci vediamo alle dieci, ogni mattina….

E chi non alimenta queste forme pensiero, scagli la prima pietra….



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