Le Sequenze di forme pensiero ed il Karma – La tecnica della radiocronaca – Parte I

Forme pensieroUna semplice tecnica per individuare e controllare le forme pensiero che inondano la mente.

O meglio, prendiamo spunto da essa e poi vediamo fin dove la strada ci conduce.

Per coloro i quali leggono il blog per la prima volta (oltre naturalmente a consigliare di leggerlo per approfondire l’argomento) riassumo brevemente gli “ingredienti” con cui ci approntiamo a preparare questa semplice ricetta:

  • La mente è una, noi esseri umani vi siamo solo collegati, non è individuale, riconosce simbologie e tesi comuni, e soprattutto, riceve e trasmette, con essi, energia e frequenze.
  • Le Forme Pensiero sono il mezzo con cui creiamo, sono entità energetiche e vibrazionali e determinano la “realtà” in cui ci rispecchiamo.

La creazione di una forma pensiero avviene in un momento di profonda consapevolezza, avviene attraverso l’immaginazione creativa. Vengono utilizzate le energie fondamentali della nostra dimensione: se la forma pensiero è creata da una consapevolezza che si trova ancora nella dualità, sarà costituita da potenza o da servizio, da attrazione o da dissonanza, da sincronicità o da opposizione; queste forme pensiero diventano molto efficaci quando sono pensate contemporaneamente da molti “individui” (entità che si percepiscono come ancora separate dall’uno).

Se la forma pensiero invece, è generata da una consapevolezza che in quel atto creativo supera l’identificazione nella dualità, sarà un trasportatore di amore, dotato di una enorme forza creativa.

Quello che invece non avviene MAI è l’atto creativo al momento di PENSARE.

La Matrice è composta prevalentemente da un linguaggio totalmente falso, perlopiù al contrario. Quando noi diciamo “Sto pensando”, in realtà stiamo facendo un’operazione molto simile a quando, sdraiati sul divano o sul letto, scrolliamo la bacheca di facebook. Stiamo leggendo, non pensando. Pensare è un verbo praticamente privo di senso.

Pensare = leggere forme pensiero

Diamo uno sguardo veloce a tutto il traffico di pensieri che è disponibile e decidiamo quali sono più consoni con il nostro stato vibrazionale. E li alimentiamo.

Appunto, “disponibile”. Come mai sono disponibili?

Ci sono molte più forme pensiero di quante ne abbiamo mai viste, ma dalle nostre parti capitano generalmente alcuni macro-insiemi: quelle che appartengono alla nostra cultura e quelle specifiche della lingua (che, quando è associata a regole è, ovviamente, uno strumento di controllo del pensiero) che parliamo, ci sono quelle del nostro retaggio di conoscenze e ci sono quelle familiari.

Ci sono poi alcuni gruppi di forme pensiero che sono proprio nostre, ci caratterizzano, le abbiamo sposate, sono con noi da sempre; queste sono

Le Sequenze

Molti anni fa un amico mi stava raccontando dei ripetuti e sistematici fallimenti che aveva inanellato nella sua vita. Riusciva anche ad avere discreti successi, ma poi, come in un copione già scritto, si ripetevano invariabilmente le stesse condizioni e situazioni e tutto andava a rotoli.

Analizzammo insieme allora i pensieri che lo accompagnavano di volta in volta e scoprimmo che si trattava sempre ed esattamente delle stesse forme pensiero.

In ordine:

Ma che bello! Sembra un sogno, chissà cosa sto già sbagliando (qualcuno di voi ha letto questo mio altro articolo?) – Non ti appassionare troppo, tanto dovrai cambiare – Se non cambiano le cose non può funzionare – A queste condizioni non ne vale la pena – E’ più conveniente andare via e dire che non erano all’altezza LORO o farsi mandare via?

Giusto per fare un esempio.

Perché una cosa è credere di pensare, di essere l’autore di un disastro, andare in analisi invano per anni ad occuparti del colore della cameretta di tua zia quando eri piccolo; un altro effetto invece lo fa scoprire che dietro ad ogni catastrofe della nostra vita c’è sempre la stessa, identica SEQUENZA. Infinite volte, la stessa SEQUENZA

E non ne sei nemmeno l’autore…..

Faccio un altro esempio, puramente indicativo, la rabbia, gli scatti d’ira che fanno allontanare da noi chi ci sta intorno:

rabbia

Non è colpa mia – comunque non l’ho fatto apposta –  ho DIRITTO di pensare male/arrabbiarmi/mandare a… in questo caso –  ma cosa vuoi tu/voi, guardatevi i vostri di difetti – non devo imparare nulla io pensate ai fatti vostri – BASTAAA! Lasciatemi stare – mi arrabbio quanto mi pare poi mi passa –  se vuole parlare con me deve tornare in ginocchio

La tempesta passa, certo, ma il paesaggio, dopo, è cambiato.

Si potrebbero fare una infinità di esempi. Son certo che alcuni di Voi hanno individuato subito situazioni analoghe nella propria vita.

Alcune sequenze si ripetono con cadenza giornaliera, noi le associamo al nostro carattere, “sono fatta cosi, non posso farci nulla”.

Altre si sviluppano in archi temporali molto più lunghi ed hanno andamenti ben più complessi, riguardano il rapporto con il mondo professionale, le relazioni, la famiglia ecc.

Se avete letto l’articolo fino a qui, siete disposti a individuare un pensiero, a guardarlo e a dirgli in faccia: “Io non ti voglio!” Eppure aver vissuto da schiavi del controllo mentale per una vita ha formato delle abitudini e, soprattutto, nessuna scuola ci ha dato l’educazione mentale ed emotiva.

Siamo come dei giovani apprendisti.

Io suggerisco sempre di iniziare con una tecnica facile facile,

La tecnica della Radiocronaca

Il nome dice tutto, in effetti…

E’ necessario trovarci ad analizzare una delle nostre sequenze chiave; meglio se mentre sta accadendo.

Siamo semplici osservatori, i pensieri non sono nostri, transitano dalle nostre parti in quel preciso istante perché sanno bene che trovano un sacco da mangiare.

Li guardiamo e li commentiamo, uno ad uno :

“Eccomi che mi sento accusata, vorrei sapere perché penso sempre alla colpa… Ah si mio padre e la sua educazione cattolica. Ma che mi frega della colpa, si è rotto il vaso, mica l’aggiusto con la ragione….”

Va un po’ meglio?

“All’improvviso si presenta il solito non l’ho fatto apposta, e ci mancherebbe, perché vieni sempre qui a questo punto? Ahhh ecco! Tento di bloccare le critiche! Non sono in grado di reggere le osservazioni che mi provengono dall’esterno. E infatti sopraggiunge a gamba tesa il BASTAAA. Appunto, non me ne ero mai accorta…. Ma cosi non sono in grado di imparare nulla e ripeterò l’errore all’infinito…addio evoluzione…”

Sicuramente uno degli aspetti più interessanti delle sequenze nello studio delle forme pensiero è il loro collegamento con le dinamiche principali del nostro ciclo di vita.

Le dinamiche ricorrenti e topiche del nostro ciclo di vita sono considerate invariabilmente legate al nostro Karma.

Chiunque, come me, abbia pacioccato con l’intelligenza, umana ed artificiale, quando trova una sequenza che si ripete, sente puzza di bruciato, puzza di codice, di programma.

Argomento che proseguiremo nel prossimo post.

Grazie della lettura!

Ci “sentiamo” ogni mattina, alle dieci, ricordatevelo!